Presentato il Progetto Autosufficienza Serra Acquaponica

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E’ stato presentato ufficialmente la mattina del 16 gennaio u.s. nell’Aula Magna dell’Itis “Cassata” il Progetto “Autosufficienza” concretizzato grazie alla realizzazione di una Serra Acquaponica, i cui responsabili sono i docenti Pietro Livi e Lucia Zoppis per l’Itis; gli ingegneri Ascanio e Mauro Tagliaferri; il referente dell’Associazione Gaia Davide Crerscentini.

Fasi della presentazione
“Ringrazio la Provincia di Perugia – ha affermato il dirigente scolastico dell’Itis David Nadery – per aver finanziato il progetto Serra acquaponica. Un progetto che è stato possibile realizzare grazie alla stretta sinergia tra l’Itis Cassata, le istituzioni e il Comitato tecnico scientifico. Oggi riflettiamo sulla possibilità che esista un modo alternativo di stare al mondo. L’Itis continua a fare della sperimentazione il proprio modello di sviluppo didattico, in linea con gli insegnamenti della professoressa Maria Letizia Cassata”.
A prendere la parola è stato quindi Davide Crescentini dell’Associazione Gaia: “L’’associazione Gaia promuove attività per aumentare la sostenibilità umana. Vogliamo spiegare che è possibile vivere in simbiosi con la natura, senza ricorrere a tutti i costi al consumismo”.
Successivamente sono intervenuti invece Ascanio e Mauro Tagliaferri: “Le persone che vivono in città sono quelle che impattano maggiormente sull’ambiente. Il nostro progetto di quartiere autosufficiente tenta di risolvere proprio questo problema, attraverso la creazione di un ecosistema urbano che assomigli ad un ecosistema umano. Il valore di tale progetto è sociale, culturale, di formazione, di esperienza pratica, di rete e di territorio”.
Studenti al lavoro
Alla presentazione, oltre all’assessore provinciale Piero Mignini e a diverse altre autorità che hanno gremito l’Aula Magna dell’Itis insieme agli studenti presenti, ha partecipato anche il vice sindaco Fabrizio Palazzari che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale: “Ringrazio innanzitutto l’istituto per questa iniziativa, e un grazie va anche alla Provincia che è sempre molto sensibile nei confronti del nostro territorio- La Serra acquaponica è un progetto innovativo e di rispetto per l’ambiente. E spero che, in futuro, costituisca anche un’opportunità per il nostro territorio”.
IL PROGETTO
E’’ ormai ampliamente consolidato il fatto che non deve (o almeno dovrebbe) esistere un “sapere interamente nozionistico”, dovrebbe sempre essere affiancato dal “saper fare” e dal “saper essere”. Un progetto trova la sua validazione proprio nel “saper fare”, attraverso cui si acquisisce il sapere in tutta la sua interezza imparando il “saper essere”.
Studenti al lavoro in serra
Elemento portante di un impianto formativo è dunque “l’’imparare facendo”. Nella scelta di eventuali compiti progettuali/prodotti/servizi, essendo questo di rilevanza essenziale in una strategia formativa, si dovrebbe tener conto di vari criteri:
  • CRITERI SOCIALI: perché quanto può ricadere in una reale utilità sociale dà sicuramente importanza alla valenza progettuale.
  • CRITERI FORMATIVI: ovvero l’assimilazione da parte degli alunni di conoscenze, sia tecniche che metodologiche, attraverso quelle operazioni che saranno chiamati a svolgere.
  • CRITERI CULTURALI: ovvero l’acquisizione, attraverso la realizzazione del progetto, di conoscenze capaci di fornire un bagaglio culturale proprio e spendibile all’occorrenza.
  • CRITERI OPERATIVI: l’individuazione, attraverso l’analisi del progetto, delle operazioni da svolgere, delle risorse da utilizzare, di tempi, costi, eccetera.
Il fine ultimo è dunque quello di stimolare “L’’IMPRENDITORIALITA’” degli alunni, intendendo con tale termine, sia una responsabilizzazione che una sensibilizzazione ad una riflessione autonoma del proprio modo di operare, nonché ad una valutazione coerente (e non imposta) di esso.
Motivazione del progetto
Il progetto nasce dalla necessità di ridurre l’impronta ecologica dell’essere umano, rendendo indispensabile lo studio e lo sviluppo di un diverso tipo di educazione, che renda consapevoli dei cambiamenti repentini che avvengono nell’’ ecosistema Terra.
Finalità del progetto
Far vivere ai giovani esperienze significative privilegiando l’’attività motivata diretta e critica sulla realtà, partendo dall’’osservazione del paesaggio naturale in cui vivono, guidandoli a capire l’impatto ambientale delle attività svolte dall’’uomo, insegnare loro a salvaguardare la ricchezza naturale con le tante attività che l’uomo svolge.Serra con sfondo Albero di Natale di Gubbio
Far vivere loro esperienze finalizzate ad un fine comune di valore e ricaduta sociale per farli sentire parte di una comunità via, via sempre più allargata. Aiutare i giovani a persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni. Far acquisire loro una “coscienza ecologica analizzando la complessità della rete della vita, guidandoli a pensare per connessioni e relazioni, tentando di unificare lo sguardo scientifico con quello estetico, avviandoli alla costruzione di una identità-Noi anziché all’identità–Io in modo da racchiudere tutte le dimensioni che vanno dal senso di appartenenza locale fino a quello globale alla “Terra Madre” (E. Morin).